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Al Via il Fondo Nazionale del Made in Italy: Incentivi e Investimenti per Rilanciare le Filiere Produttive

Al Via il Fondo Nazionale del Made in Italy: Incentivi e Investimenti per Rilanciare le Filiere Produttive

Con l'entrata in vigore del decreto attuativo, prende ufficialmente il via il Fondo Nazionale del Made in Italy (FNMI), una misura strutturale nata pe

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Con l’entrata in vigore del decreto attuativo, prende ufficialmente il via il Fondo Nazionale del Made in Italy (FNMI), una misura strutturale nata per sostenere la competitività e l’autonomia strategica del sistema produttivo italiano.

Con una dotazione inziale di 1 miliardo di euro per il biennio 2025-2026, il Fondo ha l’obiettivo di attrarre risorse aggiuntive da investitori privati e internazionali, così da moltiplicare l’impatto economico sul tessuto produttivo nazionale. Il sostegno è riservato a società di capitali, incluse le cooperative, mentre sono escluse le imprese attive nei settori bancario, finanziario e assicurativo.

L’iniziativa si inserisce in una visione di lungo termine che mira al rafforzamento delle filiere produttive strategiche, all’accesso sicuro alle materie prime critiche, e alla promozione della transizione energetica e tecnologica.

Due direttrici di intervento
Il Fondo si articola in due strumenti distinti, ognuno con finalità specifiche.

1. Fondo di Real Asset (FRA)
Pensato per valorizzare l’estrazione e l’utilizzo efficiente delle materie prime strategiche, il FRA si concentra su progetti infrastrutturali e industriali legati a:

estrazione di materie prime strategiche sul territorio nazionale o in partnership internazionali;
trasformazione e lavorazione delle materie prime estratte;
attività di approvvigionamento da mercati esteri o da forniture integrate;
recupero e riutilizzo di materiali, con logiche di economia circolare;
distribuzione delle risorse all’interno del sistema produttivo italiano.
Aperto anche a investitori privati, sia italiani che esteri, il fondo sostiene progetti finalizzati a ridurre la dipendenza da forniture esterne, valorizzando le risorse interne e rafforzando l’autonomia industriale del Paese.

2. Fondo Imprese (FI)
Con questa linea di intervento si intende rafforzare il capitale delle imprese italiane più dinamiche, operanti nei settori considerati strategici. Gli interventi possono avvenire:

Direttamente, con ingressi nel capitale fino al 50% (operazioni di private equity);
Indirettamente, tramite la partecipazione in fondi di investimento.
I criteri di selezione premiano le aziende che dimostrano:

investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione (R&S);
adozione di tecnologie digitali e soluzioni sostenibili (IA, green economy, ecc.);
presenza e competitività sui mercati internazionali;
capacità di creare valore economico e occupazione qualificata in Italia.
Governance e supervisione
A supporto dell’attuazione e delle finalità del FNMI, il decreto prevede la costituzione di un Comitato Tecnico Strategico presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il comitato avrà il compito di coordinare, monitorare e indirizzare le attività del Fondo, garantendo coerenza con gli obiettivi industriali nazionali.

Fonte: italianfoodnews.com

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