La rabbia delle imprese: catastrofe per l’economia. Confesercenti: 30 miliardi in meno di consumi con lo stop fino al 3 maggio

Pubblicato il 12 Aprile, 2020 alle 15:21 da in Europa e economia

Federalberghi: nel 2020 il tracollo del fatturato supererà il 70%. Federlegno: chiediamo al governo di accelerare la riapertura del made in Italy, le attività dei magazzini e la logistica. Confimi: «Aprire in sicurezza»

Il mondo delle imprese, che dovrà attendere fino al 3 maggio per riaprire a causa del coronavirus, scende in campo per denunciare «la catastrofe economica» che questa decisione del governo potrebbe provocare. A lanciare l’allarme sono le associazioni di categoria con in testa la Confesercenti, secondo cui a fine aprile la spesa delle famiglie raggiungerà il punto di massima contrazione, con una flessione su base mensile fino a 30 miliardi (-30% circa). Nei primi quattro mesi dell’anno, la perdita cumulata raggiungerebbe i 45 miliardi e per tutto il 2020 la flessione dei consumi sarebbe pari a 60 miliardi in meno del 2019. Il prolungamento del lockdown fino al 3 maggio viene considerato particolarmente dannoso dalle aziende perché causa la perdita della Pasqua e dei Ponti di primavera, un volano importante per l’economia tricolore.
«L’emergenza sanitaria, di questo passo, diventerà – sottolinea Confesercenti – una vera e propria catastrofe economica. Il crollo si puo’ pero’ ridurre accelerando le riaperture: la salute rimane la priorità, ma è urgente porre le premesse per avviare un recupero del maggior numero possibile di attività economiche, garantendo la sicurezza di tutti». Bene quindi per Confesercenti la riapertura di librerie, negozi per infanzia e ingrosso carta, «ma si poteva fare di più».

La frenata di mobili e alberghi

Della stessa idea è Federlegnoarredo (Fla), che chiede al governo di consentire in tempi rapidi la riapertura delle fabbriche che producono mobili, dei cantieri edili ma anche i punti vendita del settore arredamento e illuminazione. Non solo secondo i vertici di Fla vanno fatte ripartire le attività dei magazzini e della logistica.

A parlare di catastrofe per l’impatto del coronavirus è anche il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara. Citando una stima Cerved, secondo Federalberghi il tracollo del fatturato per il settoe potrebbe superare il 70%. Una valutazione che potrebbe essere “persino ottimistica”. La pandemia ha già colpito pesantemente un settore, che in Italia può contare su 34mila hotel e dove le presenze medie annue si aggirano intorno ai 280 milioni. Un comparto che vale  20 miliardi di euro di ricavi e con occupati che raggiungono il milione e mezzo durante la stagione estiva.

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