Eurogruppo, l’Olanda non molla. Ma Germania e Francia vogliono l’accordo

Pubblicato il 9 Aprile, 2020 alle 8:56 da in Europa e economia
Eurogruppo, l'Olanda non molla. Ma Germania e Francia vogliono l'accordo

Eurogruppo, nulla di fatto sul megabazooka europeo che servirà a superare l’emergenza sanitaria e a rilanciare l’economia europea dopo il lockdown delle attività produttive imposto in quasi tutti i paesi. Ma di qui a domani, Francia e Germania continueranno il loro pressing dell’Olanda, ormai unico ostacolo rimasto, a quanto sembra, sulla strada dell’adozione di un meccanismo che comprende l’utilizzo del Mes, senza però condizioni, se non quella di controllare che i fondi spesi dai singoli stati siano stati davvero utilizzati per l’emergenza economica e sanitaria, e gli eurobond chiesti dall’Italia e dalla Francia di Emmanuel Macron. Certo è che l’Eurogruppo è stato sospeso senza un accordo e riprenderà domani alle 17.”I ministri delle finanze dell’Ue non sono riusciti a trovare un accordo sugli strumenti fiscali che possano attenuare l’impatto economico della pandemia del coronavirus”, ha scritto su Twitter il presidente dell’ Eurogruppo Mario Centeno aggiungendo che “dopo 16 ore di discussione ci siamo avvicinati a un’intesa, ma ancora non ci siamo. Ho sospeso l’Eurogruppo che riprenderà domani. Il mio obiettivo rimane quello di creare una forte rete di protezione contro le conseguenze del Covid-19”. Anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, si è espresso sullo stallo. “Nonostante i progressi nessun accordo ancora all’Eurogruppo. Continuiamo a impegnarci per una risposta europea all’altezza della sfida del Covid19”, ha scritto su Twitter il titolare del Mef, aggiungendo che “è il momento della responsabilità comune, della solidarietà e delle scelte coraggiose e condivise”. “Rinvio senza accordo dopo 16 ore di riunione. La Commissione fa appello al senso di responsabilità necessario in una crisi come questa. Domani è un altro giorno”, ha commentato, sempre su Twitter, il commissario economico europeo, Paolo Gentiloni. A quanto pare, nel corso della riunione sarebbero stati fatti passi avanti verso l’apertura a un fondo per la ripresa basato sulla proposta franco-italiana che prevede titoli del debito comuni, i cosiddetti Recovery bond, mentre è stallo sul Mes senza condizioni, una proposta che continua a essere respinta dall’Olanda. “L’Eurogruppo sul coronavirus, che colpisce tutti, è stato molto lungo, intenso e anche costruttivo. Abbiamo a che fare principalmente con una crisi sanitaria ed è importante che l’Europa renda disponibili fondi. Abbiamo anche raggiunto un accordo sul sostegno della Bei per le nostre aziende e imprenditori in difficoltà”, ha scritto su Twitter il ministro olandese all’Economia, Wopke Hoekstra, aggiungendo che “l’Olanda era e rimane contro l’idea degli eurobond. Riteniamo che ciò creerebbe più problemi che soluzioni per l’Ue. Dovremmo garantire i debiti di altri Paesi, cosa che non è ragionevole. La maggior parte dell’Eurogruppo condivide questa opinione e non sostiene gli eurobond”. “Sull’uso del Mes non è ancora stato raggiunto un compromesso e quindi i leader devono decidere su questo argomento. Il Mes è un prestatore di ultima istanza, che si usa quando i paesi sono in gravi difficoltà finanziarie. A nostro avviso, l’uso di questo bilancio deve presentare alcune condizioni”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che “a causa dell’attuale crisi, dobbiamo fare un’eccezione e il Mes può essere utilizzato incondizionatamente per coprire i costi medici”. “Per il sostegno economico a lungo termine riteniamo ragionevole combinare l’uso del Mes con determinate condizioni economiche. Continueremo le discussioni su come affrontare questa crisi”, ha concluso Hoekstra.

Ma Conte ha lanciato un avvertimento alla Germania attraverso le colonne del quotidiano Bild. “La Germania non ha vantaggi se l’Europa sprofonda nella recessione. Dobbiamo sviluppare gli strumenti fiscali necessari. Non pretendiamo che la Germania e l’Olanda paghino i nostri debiti. Ma vanno allentate le regole di politica fiscale, altrimenti dovremo cancellare l’Europa e ciascuno farà le cose per proprio conto. C’è bisogno degli Eurobond perché dobbiamo potenziare gli strumenti attuali e creare strumenti nuovi. Questo è un problema europeo. In caso di fallimento, la delusione non sarebbe solo per l’Italia, ma per tutti i cittadini europei. Io non devo convincere i tedeschi, i tedeschi devono convincersi da soli. Alla fine non possiamo dire: ‘L’operazione è riuscita, ma il paziente è morto'”. Conte assicura che i conti pubblici italiani sono in ordine e che, per l’emergenza coronavirus, Usa e Cina hanno stanziato il 13% del loro pil. Per Conte, con questa emergenza, l’Europa non puo’ mantenere una visione “economicistica”, ma deve guardare alla dignita’ umana e ai padri dell’Europa come Schumann, Adenauer, De Gasperi. Sull’esperienza italiana per il coronavirus, Conte afferma che l’Italia e’ “pioniera” e suggerisce di usare sempre “la massima trasparenza. Spero che l’Italia stia uscendo dalla crisi, ma dobbiamo stare attenti che non si crei un contagio di ritorno”.

I ministri speravano di poter dare il via libera a misure che avrebbero potuto fornire 500 miliardi di euro di sostegno all’economia europea. Ciò avrebbe incluso ulteriore liquidità alle imprese, aiutando i governi della regione a finanziare programmi di lavoro di breve termine e fornendo linee di credito con poche condizioni agli Esecutivi europei che incontrano difficoltà ad accedere ai mercati finanziari. Tuttavia, secondo le persone coinvolte nei colloqui, i ministri sono stati bloccati su due questioni principali. L’Italia ha richiesto un impegno diretto affinché l’Ue prenda in considerazione l’emissione di debito comune dell’Eurozona nella fase di risposta alla crisi e di ripresa.

Poco prima della riunione, il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ha chiesto ai ministri “di prendere un impegno chiaro a favore di un piano di rilancio coordinato e di grande portata”. I dirigenti politici apparivano più o meno d’accordo su tre dei quattro aspetti da proporre ai capi di Stato e di Governo, che dovrebbero riunirsi nei prossimi giorni.
Più controverso era il quarto tassello su cui davano battaglia Paesi quali la Francia, l’Italia e la Spagna: la nascita di un fondo finanziato da obbligazioni congiunte. I tre aspetti su cui un consenso appariva più semplice erano l’uso del Meccanismo europeo di stabilità, che potrà concedere prestiti ai Paesi membri senza imporre particolare condizioni economiche, come ha detto ancora ieri il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz. Gli aiuti della Banca europea degli investimenti, il nuovo fondo proposto dalla Commissione europea per aiutare i governi a finanziare la cassa integrazione. Il piano in tre parti vale circa 500 miliardi di euro. L’aspetto più controverso appariva la proposta francese di creare un fondo finanziato da obbligazioni comuni, o Coronabond, con il quale investire nella ripresa dopo la scomparsa del virus. Dietro alla scelta di proporre questo nuovo strumento si nasconde il timore della Francia, ma anche di altri Paesi come l’Italia o la Spagna, di assistere a un drammatico aumento del debito nazionale, che possa mettere in pericolo la stabilita’ della zona euro in un momento in cui sostenere l’economia per evitare una riduzione della capacità produttiva è essenziale. Mentre la Germania tentenna, l’Olanda si oppone. Nella riunione ancora in corso ieri sera, i Paesi favorevoli alla proposta francese stavano tenendo in ostaggio la dichiarazione finale per essere sicuri che menzionasse l’idea presentata la settimana scorsa dal ministro delle Finanze, Bruno Le Maire. Nel tentativo di convincere l’Olanda a un compromesso, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha spiegato alla rete televisiva Nos: “Nella fase di ricostruzione servirà un fiume di soldi, molti di più” di quelli a disposizione del Mes. “I suoi 410 miliardi non sono sufficienti”. Di fronte all’emergenza “non bisogna escludere nessuna possibilità, perché i dati economici di tutti i Paesi, del Nord e del Sud, dell’Est e dell’Ovest, ci dicono che avremo una perdita di potere economico molto rilevante”, aggiunge. È pronta la Francia del presidente Emmanuel Macron ad andare per la sua strada? Gli elevati livelli di indebitamento che questa crisi provocherà anche in Francia lascia aperta la porta alla possibilità che ciò accada. Il fondo proposto dalla Francia è una mutualizzazione dei debiti pubblici circoscritta negli ambiti e limitata nel tempo. Il dibattito in Germania è acceso, ma le possibilità di una intesa ci sono. Resta incerta la tempistica. Nella migliore delle ipotesi il riferimento all’idea francese nel comunicato dell’Eurogruppo si rivelerà sufficientemente vago per essere accettabile da tutti.

Fonte:https://www.italiaoggi.it/news/eurogruppo-l-olanda-non-molla-ma-germania-e-francia-vogliono-l-accordo-202004080834195600

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