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Sisma del Centro Italia: i cantieri ci sono, servono imprese e manodopera

Il commissario Legnini e il punto sulle opere: «Solo nel 2021 sono state avviate 5200 opere. Evitiamo che il bonus 110% e la scarsità di materiali vanifichino questo processo»

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La visita di Mattarella «è un gesto denso di significato,tanto più in queste ore drammatiche di guerra, che rinsalda la fiducia nelle istituzioni, in uno dei processi di costruzione più complessi degli ultimi decenni», è emozionato il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Ma soddisfatto. Al capo dello Stato stavolta non sono state mostrate solo macerie e lacrime ma cantieri aperti. A cominciare dalla basilica di San Benedetto da Norcia, le cui pietre, recuperate, catalogate e restaurate, saranno rimesse, come un enorme puzzle, al proprio posto.

I cantieri

Infatti oltre alla riparazione dei danni grazie all’ottenimento di 1,8 miliardi del Pnrr per le aree sisma che accompagnerà la ricostruzione, può vantare di aver dato avvio a molti progetti avveniristici: la piastra d’acciaio su cui risorgerà Castelluccio, il treno a idrogeno tra Terni e Sulmona, la rete integrata delle 11 università del cratere a lavoro su sicurezza sismica, conservazione dei Beni culturali, la valorizzazione dell’agroalimentare e l’economia circolare.

Le case

Ma sono i numeri che ora danno il senso della ripartenza, soprattutto nella ricostruzione privata: 5.200 cantieri aperti nel solo 2021. Tanti quanti ne erano stati avviati complessivamente nei quattro anni precedenti. Quando le difficoltà burocratiche toglievano speranza e frenavano le richieste di contributo.

La sfida

Al presidente Mattarella, Legnini ha parlato di quella sfida più difficile da combattere in un momento in cui la pandemia, in questi luoghi, «rendeva la sofferenza più intensa, aggiungendo emergenza a emergenza». Legnini, che ha avviato un’opera di sburocratizzazione senza precedenti, ringrazia governo e Parlamento per avergli consentito le «consistenti semplificazioni normative e procedimentali che abbiamo promosso e conquistato nei due anni trascorsi: insieme alle consistenti risorse finanziarie che lo Stato ha messo a disposizione hanno consentito di portare il numero complessivo dei cantieri aperti a quasi i 12.200, 720 solo a Norcia».

Le domande

Le domande sono così risalite a quota 22 mila: 12 mila sono già approvate e 10 mila ancora in fase di istruttoria, ma ormai le nuove ordinanze e il potenziamento delle strutture con personale competente hanno ridotto drasticamente i tempi di attesa. Quelle arrivate sono il 40%. Ma ci sono manifestazioni di interesse per altri 28 mila edifici.

I danni

Legnini ha concluso la ricognizione delle opere pubbliche danneggiate: sono 4.910. Grazie a una cauta applicazione del «modello Genova» sono stati fatti interventi, nel 2021 per 560 milioni, il doppio di quanto speso finora.

Scuole e chiese

Da subito si partirà con una maxi opera di messa in sicurezza di 487 scuole, tutte quelle delle regioni danneggiate dal sisma, con una spesa complessiva di 1,3 miliardi. Sono 900 le Chiese e gli edifici di culto finanziati. Saliranno a 2.355. La ricostruzione non dimenticherà i cimiteri. Né il dissesto idrogeologico, le fognature e i sottoservizi.

Il costo

Il totale di contributi concessi è di 3,6 miliardi di euro (2 concessi nel solo 2021), a fronte di 6,5 richiesti. La stima della spesa complessiva per la riparazione sarà di 27, 2 miliardi. Così suddivisa: 19,4 miliardi per la ricostruzione privata; 6,6 per quella pubblica; 1,2 per gli edifici di culto.

L’allarme

Ma Legnini lancia l’allarme: «Ora va scongiurato l’effetto paradosso. Il boom dei lavori per il bonus 110% ha sottratto a queste zone manodopera, tecnici e imprese. E l’esplosione dei prezzi e la scarsità di materiali, rischia di vanificare il processo che finalmente aveva avuto avvio».

Fonte: Il Corriere della Sera

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