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Vertice Ue, Paesi frugali propongono 350 mld aiuti e 350 prestiti. È braccio di ferro sui sussidi

Molti i nodi ancora da sciogliere, tra cui l'ammontare dei finanziamenti e la ripartizione tra sussidi e prestiti dei fondi che dovrebbero essere stanziati per il Recovery Fund

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Sulla base di una proposta finlandese per trovare un’intesa, i Frugali (Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e ora con l’aggiunta della Finlandia) hanno messo sul tavolo un’offerta finale di 350 miliardi di sovvenzioni per il Recovery Fund, da raddoppiare con un pari ammontare di prestiti. Posto che la questione della governance e dei rebate venga risolta. Si apprende da più fonti diplomatiche europee. Alla cena dei leader il presidente del Consiglio europeo Charles Michel non ha presentato una nuova proposta perché non è stato ancora trovato un accordo sulla dotazione dei sussidi per il Recovery Fund. Per Italia, Spagna, Francia, Germania e molti altri Paesi l’asticella dei sussidi non può scendere sotto 400 miliardi. «L’obiettivo principale della Finlandia è quello di contenere la quota di sovvenzioni. Se entro questo fine settimana non sarà possibile raggiungere un accordo, credo che i negoziati andranno avanti fino a lunedì» ha detto la premier finlandese Sanna Marin a margine del vertice Ue in un’intervista alla tv finlandese Yle. Comunque, viene fatto rilevare, l’intesa dovrà contenere la componente sulla governance, una riduzione del volume del Bilancio Ue ed un nuovo incremento dei ‘rebate’, cioè i rimborsi (meccanismo correttivo della contribuzione al Bilancio).

Conte a frugali: troppe risorse? Minimo indispensabile

«Voi avete dubbi perché le risorse finanziare di chi ragioniamo oggi vi sembrano tante. In realtà è il minimo indispensabile per una reazione minimamente adeguata; se tardiamo la reazione dovremo calcolare il doppio o forse anche di più» avrebbe detto, a quanto trapela da fonti italiane, il premier Giuseppe Conte ai Paesi frugali nel corso di una riunione a margine del Consiglio europeo. Non solo. Il presidente del Consiglio si sarebbe rivolto a muso duro al primo ministro olandese Mark Rutte, capofila dei frugali, con questo monito: «Vi state illudendo che la partita non vi riguardi o vi riguarda solo in parte. In realtà se lasciamo che il mercato unico venga distrutto tu forse sarai eroe in patria per qualche giorno, ma dopo qualche settimana sarai chiamato a rispondere pubblicamente davanti a tutti i cittadini europei per avere compromesso una adeguata ed efficace reazione europea».

Kurz: c’è ancora molta strada da fare

«Ci siamo mossi nella giusta direzione, ma c’è ancora molta strada da fare domani» ha scritto nella notte su Twitter il cancelliere austriaco Sebastian Kurz dopo la seconda giornata di negoziati tra i leader Ue sul Recovery Fund e il bilancio per il 2021-2027. Con una serie di incontri a geometria variabile tra i leader sotto la regia di Angela Merkel e Emmanuel Macron hanno preso il via a Bruxelles i lavori della maratona negoziale che vede il vertice Ue impegnato da tre giorni nella ricerca di un accordo sul piano di rilancio da 750 miliardi e il bilancio 2021-2027. .

Conte: l’Europa è sotto ricatto dei frugali

«L’Europa è sotto ricatto dei Paesi frugali», aveva detto il premier Giuseppe Conte al termine della seconda giornata di lavori del Consiglio europeo sul Recovery fund. Su Twitter, pubblicando una foto che lo ritrae con Merkel, Macron, Sanchez e Von Der Leyen, il premier italiano ha scritto: «Continua il negoziato. Da una parte la stragrande maggioranza dei Paesi – compresi i più grandi Germania, Francia, Spagna, Italia – che difendono le istituzioni europee e il progetto europeo e dall’altra pochi Paesi, detti “frugali”».

Merkel: oggi giornata decisiva al vertice

«Oggi stiamo entrando nel terzo giorno di negoziati ed è sicuramente quello decisivo» per avere un esito, ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, arrivando al Consiglio europeo sul Recovery Fund e il bilancio Ue. «Finora abbiamo lavorato nel modo corretto su vari temi – ha sottolineato – tra cui le dimensioni del fondo, il tipo di gestione e anche il nodo dello stato di diritto».

Orban attacca Rutte: «È responsabile del caos»

«Alcuni guidati dall’olandese vorrebbero creare un nuovo meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto. Se l’intesa non si fa è a causa del leader olandese» Mark Rutte «non a causa mia. É lui che ha iniziato questa faccenda. L’olandese è il vero responsabile per tutto il caos di ieri» al vertice Ue, ha detto premier ungherese Viktor Orban, in una conferenza stampa, a Bruxelles, ricordando anche il match Olanda-Italia sull’equilibrio tra sovvenzioni e prestiti del Recovery Fund. «Sappiamo tutti che la situazione economica è drammatica. C’è grandissima preoccupazione per il futuro, e stiamo negoziando» sul Bilancio Ue 2021-2027 e il Recovery Fund «sotto la pressione che l’intesa sia un ‘must’», ha aggiunto il premier ungherese. «Quando abbiamo iniziato il vertice le questioni aperte erano diverse dozzine, ma ora ne sono rimaste solo quattro. E penso che ci siano buone possibilità di raggiungere un accordo», ha aggiunto.

Polonia: divergenze fra frugali “avari” e sud

Il premier polacco Mateusz Morawiecki ha affermato che nei negoziati in corso a Bruxelles permangono «divergenze sostanziali» in particolare sulle allocazioni e la governance dei fondi, fra i paesi del nord Europa, che ha definito un «gruppo di avari», e quelli del continente meridionale.

Slovenia: ancora buone possibilità per intesa

«Ci sono ancora buone possibilità per un’intesa, ma è altrettanto possibile che ci sia una pausa lunga», ha sottolineato il leader sloveno, Janez Jansa, secondo il quale, nel caso di una pausa lunga le posizioni non si avvicinerebbero. Per questo ha detto di sostenere con forza il proseguimento dei negoziati a oltranza. Dal canto suo l’olandese Mark Rutte ha detto che un accordo «è ancora possibile» anche se «ci sono ancora grandi questioni aperte». Tra i punti ancora da chiarire Rutte ha citato «lo stato di diritto, il mix sussidi e prestiti, l’ammontare dei sussidi, e i rebates». Rutte ha parlato di «alcuni progressi» sul fronte governance, «ma ancora non ci siamo». Resta aperta anche la discussione sul bilancio 2021-2027.

Grecia: «Serve accordo, ma anche unità Ue»

«Abbiamo discusso da giorni e non abbiamo fatto progressi per un accordo, dobbiamo raggiungere un accordo, me lo auguro vivamente, in modo che oggi possiamo sbloccare la situazione di stallo. Tutti dobbiamo fare dei compromessi ma questi compromessi non devono annacquare il livello della nostra ambizione», ha detto il premier greco Kyriakos Mitsotakis entrando al vertice europeo a Bruxelles.«Siamo di fronte a una crisi economica senza precedenti e non possiamo affrontarla mostrandoci deboli e divisi».

Fonte : www.ilsole24ore.com

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