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Un filamento si è staccato dal Sole: ma cosa sta succedendo?

Un filamento si è staccato dal Sole: ma cosa sta succedendo?

[themoneytizer id="106658-3"]   Di fenomeni ignoti e quasi inspiegabili è pieno l’universo, tanto che si potrebbe pensare che gli scienziati

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Di fenomeni ignoti e quasi inspiegabili è pieno l’universo, tanto che si potrebbe pensare che gli scienziati siano “abituati” a scoperte di questo tipo. Il filamento di plasma solare, individuato nei pressi della nostra stella, non poteva lasciare gli astronomi indifferenti, anche perché i punti oscuri (nonostante la luce dello stesso Sole) sono davvero tantissimi.

La ricostruzione fatta in questo caso è presto detta: il filamento in questione proviene direttamente dalla superficie solare ed è poi finito all’interno di un vortice ventoso di forte intensità. La sua posizione attuale è vicina al Polo Nord, ma non si sa molto altro. Per approfondire l’argomento è stato necessario affidarsi a una osservazione specifica.

Il filamento e le dinamiche atmosferiche solari

In pratica gli esperti hanno esaminato ogni frammento di un video ripreso dall’agenzia spaziale NASA, per la precisione dal Solar Dynamics Observatory. Il vortice in cui è ricompreso il filamento di plasma è stato individuato a 55 gradi di latitudine dalla nostra stella. Ecco perché si potrebbero comprendere con maggiore precisione le dinamiche atmosferiche in questa zona dell’universo che non è ancora stata esplorata a fondo. Gli scienziati hanno anche tirato in ballo il campo magnetico solare, la cui inversione, che è tipica di ogni ciclo della stella stessa, potrebbe aver causato questo strano fenomeno.

La domanda che ci si è posti è semplice: per quale motivo questo filamento tende a spostarsi verso il Polo Nord prima di scomparire improvvisamente e riapparire in maniera altrettanto singolare? La difficile risposta è affidata al Solar Orbiter, un satellite per l’osservazione del Sole sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che è chiamato appunto a far luce sull’enigma spaziale. Ci vorrà molta pazienza, comunque, visto che qualche delucidazione dovrebbe arrivare soltanto fra qualche anno. La missione dell’ESA è attualmente impegnata nella raccolta di immagini solari dall’orbita di Mercurio e a incidere sarà soprattutto la futura orbita del dispositivo.

Come verrà osservato il filamento di plasma

L’inclinazione attuale, infatti, non consente di avere una visuale ideale per venire a capo dell’intrigo creato dal filamento di plasma solare. Diversi scienziati sono convinti che servirà addirittura una missione nuova di zecca per risolvere l’inconveniente, ma al momento tutto è incerto e non ci si può sbilanciare in un senso o in un altro. D’altronde, il Solar Orbiter è in funzione da appena tre anni. Il 10 febbraio 2020 c’è stato il suo lancio e da quel giorno ha cominciato a fornire informazioni nuove sulla nostra stella. Per la prima volta ci sarà uno studio a tutto tondo dell’oggetto celeste, tra i più affascinanti a livello astronomico come è facile immaginare.

Il satellite di cui si sta parlando è stato progettato per effettuare diverse misure, tra cui il plasma del Sole, il suo campo magnetico, le varie particelle del vento solare e molto altro ancora. L’inclinazione è stata pensata per agevolare l’analisi delle regioni polari, fino a questo momento inesplorate, una lacuna che andava colmata in tempi rapidi. Sono tante le domande a cui potrà dare risposta e quella del filamento di plasma di recente scoperta si aggiunge a una mole di lavoro che era già piuttosto consistente.

Fonte: Libero Tecnologia.it

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