Alibaba alle aziende italiane: entrate nella nostra piattaforma

Il fondatore di Alibaba Jack Ma

Il colosso cinese ha oltre mille brand italiani e punta soprattutto sul food.

Alibaba vuole diventare globale. A oggi conta circa 500 milioni di clienti, l’obiettivo è arrivare a 2 miliardi entro i prossimi dieci anni”. Rodrigo Cipriani Foresio, il managing director di Alibaba per il sud Europa, a margine di Linkontro, l’annuale appuntamento organizzato da Nielsen, spiega il piano di sviluppo del colosso cinese dell’e-commerce che con le sue piattaforme dà la possibilità a 12 milioni di aziende in tutto il mondo di vendere i propri prodotti sull’appetibile mercato della Cina.Appetibile perché sono 200milioni gli utenti che in media sette volte al giorno accedono ai portali Alibaba, per un totale di 22 minuti ciascuno. La compagnia di Jack Ma ha chiuso il quarto trimestre del 2016 con un giro d’affari in crescita del 60% a 5,60 miliardi di dollari. Pensa a espandersi “a oggi non sul mercato occidentale”, ma nel sud-est asiatico, tra Thailandia, Filippine, Malesia, Indonesia.

In Italia che prospettive ci sono?
Abbiamo 150 flagship store e oltre mille brand italiani. La nostra missione è chiara: portare le aziende tricolore a entrare nella piattaforma.

Le aziende italiane come possono entrare in questa piattaforma?
Possono solo se invitate da Alibaba. I criteri che utilizziamo per scremare sono se l’azienda interessata è già presente in Cina, se ha già esperienza di e-commerce, e poi un business plan di 3-5 anni. Ogni giorno nel mondo fanno il loro ingresso 2mila nuovi store, le categorie che vanno di più sono il fashion, la cosmetica, il food. Spero che le aziende italiane della distribuzione alimentare aiutino a portare i prodotti italiani in CIna, come stanno facendo alcune compagnie estere.

La contraffazione è un serio problema per Alibaba.
Il fondatore Jack Ma ha detto “che circa la metà dei prodotti che vendiamo sono falsi e non possiamo farci niente”. Abbiamo un sistema di protezione dei marchi, AliProtect, che permette di registrare il proprio marchio anche se non si ha un sito presso di noi. Molte case di moda italiane hanno il marchio registrato da noi ma non hanno lo store aperto. Una volta registrata, l’azienda può indicarci tutti i siti che vendono prodotti falsi o che usano immagini di prodotti falsi, noi in 24 ore li chiudiamo.

Che risultati ci sono stati sinora?
Lo scorso anno ne abbiamo oscurati 250mila. C’è da tener presente inoltre che in Cina è lecito per legge il grey market, il mercato parallelo.Poi facciamo anche delle azioni proattive. Vogliamo ci sia la massima cooperazione con le aziende: collaboriamo con loro e con la polizia cinese, ci indicano i distretti di produzione dei falsi.

 

 

 

 

avvenire.it

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